Johnny the English e il suo gregge

Politici e fantasia nella scienza

E chi non lo vorrebbe un leader monello e scompaginato, ma risoluto e implacabile al momento giusto? Acuto sparviero e amato condottiero, quale novello Mosé, Johnny the English separò i flutti e salvò la Grandissima Britannia dalla contaminazione acuta del not-British-DNA e assurse a gloria eterna tra le anime liberiste e finalmente liberate. Pasciuto di vittoria  si accingeva a risollevare le sorti dell’epurato impero quando grand mal gliene incolse.

Sul subito quando gli menzionarono il coronavirus, sollevò il giallastro ciglio in quanto scambiò corona per crown e temette di doverci mettere la faccia per qualche altra marachella degli abitanti di Bunkingham Palace. Quando gli spiegarono meglio la faccenda ebbe la subitanea intuizione che la separazione delle acque doveva pur avere un effetto-barriera e poi in questi casi l’unica è negare, negare sempre e comunque, impastando il composto con vagonate di demagogia e quindi rifriggendo il tutto con qualche pagliacciata che stimoli il sistema simpatico delle masse. Sì, perché un good laugh fa sempre buon sangue e soprattutto permette di prendere tempo quando non se ne ha un’idea.

Ma cos’era successo in verità? Il nemico dalla Cina, astuto quanto basta, si era intrufolato nella barba di un nerd che viaggiava in Ryanair e, sbarcato sulle zolle anticamente deliziate dalle liriche shakespeariane, impietosamente calciate da Beckham e quindi calpestate da Theresa May si avventurò felice in un pub, che era tanto curioso di vedere dopo averne sentito parlare a WuHan. Piacevolmente stupito per l’inattesa libertà, dopo tanti menagrami che gli avevano amareggiato la vita in continente europeo, si tuffò entusiasta nella birra rossa che un tizio in maglietta stava tracannando durante la partita del Manchester City. La serata fu propizia per il tizio, che incontrò Mary la quale accettò di festeggiare la vittoria del Manchester City quella sera e per buona parte delle sere della settimana successiva. Il subdolo nemico nel frattempo gongolava: aveva figliato e presto sarebbe diventato papà e subito dopo nonno praticamente senza soluzione di continuità. Mary, dal canto suo, non resistette alla tentazione di raccontare le sue prodezze serotine alle amiche e tra una canna e una decina di bionde medie, risero fino a farsi venire singhiozzi, catarri e tosse. Le donzelle cantarono, si starnutirono addosso e si congedarono con baci a abbracci etilici, scentrati e involontariamente intimi.

Johnny intanto vedeva aumentare le cifre, fece quattro conti e capì che non ce l’avrebbe fatta a curare tutti neppure se fosse riuscito nel suo intento di cacciare dall’isola in tempo reale chiunque non potesse vantare British DNA. Si ricordò di una cosa che aveva letto e decise che poteva fare al caso suo. Senza indugiare oltre, decise di convincere le masse che la vita è dura e che purtroppo madre natura è in verità matrigna, per cui ci si doveva preparare alla dipartita dei più deboli. E fu qui che chiamò in causa l’articoletto di cui aveva memoria e nella volontà di indorare la pillola, disse che i sopravvissuti sarebbero stati più forti in virtù dell’effetto gregge. E bisogna dire che in effetti il gregge dei suoi votanti si sentì al sicuro, dando per scontato che i deboli erano gli altri, cioè quelli che non avevano votato per Johnny.

Certo, son inezie confondere la drastica falciata di vite dei meno fortunati a livello sanitario con l’immunità che si viene a creare collettivamente quando almeno una parte della popolazione è stata vaccinata. La lettura frettolosa fa brutti scherzi Johnny e no, non è vero che desiderare ardentemente la veridicità di una teoria la renda reale. Così sarà anche per l’anelato vaccino, che ancora non esiste ma per il quale il tuo fratellone d’Oltreoceano sta già armeggiando in modo da mettervi le manacce, tanto per aggiungere un tasto sul telecomando del mondo. Consolati comunque, perché non sei solo! La buona notizia è che il tuo gregge travalica i confini e si sparge a macchia d’olio ovunque nel mondo ci sia una mente refrattaria agli allarmi che piglia l’utilitaria per il fine settimana fuori porta, sghignazzando in faccia a quelli che lo guardano dal balcone e fregandosene altamente dei sanitari che ci stanno rimettendo la vita (altra inezia, per te, visto che i tuoi British sanitari son quasi tutti emigrati per lasciar posto a personale non British). Infine, caro Johnny, tu sei solo un esempio di una certa visione della vita secondo la quale vale solo quel che frutta denaro, ergo i vecchietti -categoria da cui misteriosamente ti ritieni escluso- non servono a nulla e si possono immolare nel nome del profitto. Fossi in te comunque diffiderei se una certa Angela ti invitasse a un Koronen-Party nei bassifondi di Berlino… (n.z.b.)

 

 

 

 

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