L’uomo che sapeva amare (e che al massimo provava antipatia)

Il leader dei palinsesti ha lasciato questa terra per andare a vendere minuti di gingles nelle praterie di Manitù. Humana Pietas quotatissima al punto che i Fratelli di Taglia l’hanno omaggiato col funeralissimo sottolineato dalle lamentazioni delle prefiche RadioTelevisiveItaliane in diretta, secondo un copione tenuto a bada con le unghie e con i denti dagli scagnozzi del capo. Questi ultimi avevano più di una ragion d’essere: proviamo solo a immaginare cosa si sarebbe scatenato se qualche cameraman dotato di particolare acume avesse scovato con l’obiettivo la famigerata Ruby dietro a una colonna del duomo, o magari qualche Olgetta col velino nero a coprire la giogaia fatta lievitare con push-up forza 10.

Strana anche la folla quasi festante fuori dal duomo. Chi veniva puntato col microfono, incredulo del minuto di popolarità, proferiva di ammirare l’uomo politico perché si vergognava di ammettere di essere lì con la speranza di vedere la carrellata di volti dello schermo, alcuni dei quali ignobilmente ilari. Meno male che non c’era tempo di indagare cosa esattamente gli piacesse del grande capo perché questo è il punto: in cosa è consistito l’incantesimo berlusconiano? Quale forza ipnotica ha portato alla celebrazione in pompa magna e con il massimo decoro dell’ultimo atto del Big Bro?

Non parlerei di sindrome di Stoccolma vera e propria perché in questo caso il rapitore non ha mai aperto bocca per minacciare, anzi. Si può dire che gli unici esemplari umani che gli facevano arruffare seriamente il pelo fossero i comunisti -ed era l’unico a vederne ancora in giro- mentre per il resto era piuttosto generoso con inviti a festicciole e regali di ciondoli e farfalle. Tanta era la magnanimità e la buona predisposizione che il Nostro la elargiva anche agli incontri dei punti G (G8, G12, Gqualcos’altro) dove trattava i capi di stato come compagni di sbronze, stile Blues Brothers, con lui nel ruolo di Jim Belushi, chiaro. L’ingrata Merkel non ne comprese il senso dell’umorismo, la regina Elisabetta quasi si strozzò con la tartina quando lui ne invase la bolla, Michelle Obama dovette fare appello alle sue pratiche Zen mattutine per non sferrargli un destro sulla dentiera, ma altri si aprivano in un sorriso che sconfinava in risata per tentare di coprire l’imbarazzo di non aver colto il finale della barzelletta, volendo essere gentili perché credevano di essere tra gentiluomini. La bella amicizia con Putin nobilitò entrambi e rieccheggiano ancora nei saloni del Cremlino le grasse risate che i due si son fatti brindando con vodka alla facciazza di concetti obsoleti come il mondo operaio e i diritti umani.

E dunque l’incantesimo? Il Bro per eccellenza, con le sue bandane e le barzellette sporche ha sdoganato le fantasie segrete di milioni di esseri umani angustiati dalle bollette e dal mutuo: essere il macho alfa circondato e adorato da femmine calde, oppure essere la femmina calda con corpo da arrapamento perpetuo trasmesso in mondovisione (e senza neppure passare in sala operatoria). Nel mondo secondo il Bro, bambini, vecchi, storti e malfatti sono semplicemente invisibili. La realtà si ferma tra i 16 e i 35 anni per la femmina e parte dai 50 in poi per il maschio. Perché, chiaro, la femmina invecchia e si butta, il maschio, soprattutto se ha il portafoglio gonfio, è valido fino all’ultimo respiro. Ha rimescolato ben bene gli ingredienti e ha piazzato le più carine in Parlamento per dare l’impressione che lui nella donna di carriera ci credeva (anche se la sua vera intenzione era ravvivare l’ambiente che gli risultava eccessivamente serio con qualche bella statuina). Ha lasciato intendere che non c’è nulla di male a non pagare le tasse e a prendere scorciatoie, e questo piace tanto ai padroncini, afflitti dalle dichiarazioni dell’IVA. Ha avuto una parola di conforto anche per i giovani, ai quali consigliava di non studiare che tanto bastava mettersi con lui per trovare un buon lavoro (mentre i suoi di figli si facevano fior di Master e chi più ne ha ne metta). Come fa a non stare simpatico uno che ti invita continuamente a fare sega (metaforicamente e non) per andare ai giardinetti? Ed ecco riassunto il lungo incantesimo.

Me lo vedo il vescovo meneghino, camminare avanti e indietro in sacrestia, inquieto sulla predica. “E adesso che cavolo dico? Questo qui ha messo le corna in diretta alle mogli, si è infatuato di un paio di minorenni, a fine vita stava con una che era più giovane dei suoi figli…” e poi, s’illuminò pensando che quell’uomo non solo aveva l’immensa dote di saper far soldi, ma anche quella di amare a più non posso l’umanità (che doveva essere esteticamente appetibile, certo, ma questo non era necessario precisarlo in quella sede) e l’omelia sgorgò miracolosamente.

Orsù dunque, non piangete o voi discepoli del Blue Bro, che con la divulgazione del verbo da lui stesso compiuta e il contesto di retrocesso mondiale verso le destre, ne abbiamo di Blue Bro ancora per un bel po’. (n.z.b.)

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