Quanta bella e impetuosa gioventù in Podemos, superstite di una sinistra che Partido Popular e l’astro nascente di Ciudadanos vorrebbero tanto veder annientata da un missile in caduta libera da Marte o da Trump, tutto va bene, basta che spariscano. La destra universale infatti non ama il confronto, punta sul sicuro dichiarando candidamente che la sinistra semplicemente non dovrebbe esistere. Spariti i socialisti, attualmente impauriti più dai catalani che dall’alleanza con la destra, Podemos resiste come il soldatino di piombo di fronte alle accuse di complotti coi russi, complotti col Venezuela, complotti sempre e comunque. Ne deriva che laddove il Partido Popular perde i soldatini sul campo per una certa cosa chiamata corruzione, la ribellione dei pensionati e l’incalzare di Ciudadanos, Podemos deve mantenersi integerrimo e fedelissimo alle prime frasi pronunciate in fase di occupazione della Puerta del Sol di Madrid (momento di inseminazione, gestazione e nascita di questo partito attraverso gli Indignados quando Iglesias forse era appena uscito dalle superiori).

Pablo Iglesias e Irene Montero, figure principali di Podemos, si conoscono sul campo di battaglia, costituiscono una coppia e pochi mesi fa annunciano di essere in attesa di due gemelli. Ciò non ha nulla a che fare con la politica, chiaro, ma nella volontà di trasparenza decidono di renderlo noto per condivisione, ma anche per chiarezza rispetto ai movimenti futuri nella leadership del movimento. Dai banchi opposti c’era già chi pregustava un indebolimento della leadership sotto la pressione di pappe e pannolini. Qual deve essere stata la gioia degli avversari quando poi è scoppiata la bomba a sfondo edilizio: i due hanno deciso di comprare una super-casa, indebitandosi fino al collo e con l’aiuto dei genitori, in vista della nascita dei pargoli, per potersi concedere un po’ di riposo dai giornalisti che pretendono di pubblicare persino le ecografie di Irene e anche (perché negarlo) perché si cresce e le cose della vita cambiano, per cui certe professioni di vita francescana poi si scontrano con la realtà e con gli anni che passano.

Dopo i fiumi d’inchiostro sulla faccenda, le mal celate invidie e polemiche interne al partito, programmi televisivi speciali da cui si evince l’assoluta mancanza di etica di determinata stampa e di chi ha fornito tutti i dettagli dell’acquisto, la coppia ha specificato chiaramente da dove verranno i soldi e i motivi che li hanno spinti all’acquisto. Visto che l’opinione pubblica non era ancora satolla, i due sono arrivati al punto di sottoporre la loro continuità alla leadership del partito al giudizio dei compagni.

Il draconiano metodo di rimettersi alla volontà dei compagni, integerrimo fino a rasentare la sovieticità, infine ha dato come risultato che un 30% del partito non era proprio d’accordo con l’acquisto. Podemos comunque non si è stupidamente decapitato, secondo la nota tendenza auto-lesionista delle sinistre del meridione d’Europa, e meno male! Subito dopo infatti si è scatenato il tornado che ha svuotato di credibilità il Governo spagnolo, attualmente sul bordo del collasso. La vicenda edilizia di Podemos è stata, naturalmente, l’opportunità di risvegliare ogni sorta di basso istinto dei partiti avversari, i quali, sfegatati, non hanno fatto che rinfacciare all’Iglesias le famose frasi giovanili della serie che “i politici che vanno a vivere fuori città son poco affidabili perché non capiscono i problemi della gente comune che vive in affitto, stipata in quartieri dormitorio, ecc.”, estrapolandola totalmente dal contesto e dimenticandosi che tutti siamo stati giovani e abbiamo sparato cazzate.

Quando il dibattito perde di sostanza ideologica, restano i giri di discorsi in cui non si fa che menar il can per l’aia. Persino la presunta maturità o esperienza politica di alcuni attori della politica non li esime dal comportamento patologico-pediatrico dell’insulto come autodifesa, dalla ripetitività dei dispacci di partito imparati a memoria fondati su argomentazioni scritte da avvocati. Infine il tribunale mediatico che si è costituito sulla faccenda della villetta è solo uno dei tanti esempi di come certi polveroni sono ben lungi dal nascere dall’esigenza di pulizia e coerenza, ma rispettano piuttosto un principio che amo citare, esposto dal compianto Toni Curtis in “Sottomarino rosa”, ovvero che “nel torbido si pesca meglio”. (n.z.b.)

Photo by Annie Spratt on Unsplash

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