Uomo del fisco non avrai il mio scalpo

Gesticola con sorprendente velocità mulinando possenti braccia a un servo in lontananza perché trattenga i mastini ad ogni costo (anche a quello della vita se necessario). Sprizza energia da tutti i pori fabbricando svariati kilowatt al minuto che si traducono in un rossore costante. In effetti a lungo gli è stata attribuita come origine una tribù della costa californiana (dove c’è del buon vino), quella dei “Pomo” ma pare che in realtà l’antenato sia stato avvistato in compagnia delle Ombre Rosse (non a caso il Nostro vive in Veneto e anche qui c’è buon vino). Getta uno sguardo compiaciuto ai propri beni che ne iterano l’EGO e si avvia spavaldo all’intervista pronto a stroncare sul nascere qualsiasi domanda minacciosa. Esordisce con termini assai forti stabilendo uno sconcertante sillogismo tra pratiche sodomitiche e il pagamento degli arretrati. Percependo una certa indifferenza da parte dell’interlocutrice, il Nostro ruggisce abbastanza distintamente di non aver paura di niente e di nessuno e pare che stia per imbracciare un fucile. Non è difficile evincere tra pugni sul tavolo e sguardi felini che il Nostro dà dei fessi a tutti in generale solo per aver fatto la dichiarazione dei redditi. Illustra quindi un concetto macroeconomico del quartierino secondo il quale lui avrebbe semplicemente messo dei soldi per fondare delle società le quali li avrebbero reinvestiti e che quindi al fisco non ci fosse sostanzialmente nulla da dichiarare. Siccome la giornalista insiste, lui tuona che più chiaramente non si potrebbe, di non aver mai fatto in vita sua una dichiarazione. Fatecelo ricordare così, il Nostro, un pellerossa un po’ Buscaglione che dopo l’intervista inforca la bicicletta e va all’osteria dove lo aspettano osannanti quelli che  nell’anteprima dell’intervista si dichiaravano suoi amici e ne sottolineavano la generosità e il rigore. Attorno ai feudatari non è infrequente che qualche servo sia felice di esserlo. (n.z.b.)

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2 commenti

  1. Seppure molte volte nascosto da usanze acquisite per condizionamenti ambientali (di solito gli usi e costumi del ceto sociale di appartenenza) il popolo del “man with the gun” illustrato si è nel tempo ampiamente diffuso, soprattutto nel nostro Paese. E così capita di vedere emergere le caratteristiche del priprio DNA anche solo in “mezz’ora”, basta porre il soggetto in contatto con reattivi appropriati, quali una buona giornalista e ottime domande, e il carattere istintivo viene a svelarsi in tutta la sua virulenza. Tale comportamento sembra derivare dalla “Sindrome di Nibor Dooh”, che si manifesta rubando ai poveri per dare a se stessi.

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