Scusate, scusate, so che in questi giorni c’è un’inflazione di post dai blog di tutta Italia sulla Ministra del Tunnel e che quindi questa mia forse passerà inosservata, ma gli eventi di cui sopra galvanizzano il nervo satirico con una potenza da superare i neutrini e lasciarli a piangere sconsolati sul primato perduto. L’immagine del personaggio del momento, il volto rigorosamente sottolineato da occhiali da prima della classe, il tratto gentil dell’ovale incorniciato da opportuni e castigati arrangiamenti piliferi mi rimanda ai tempi della scuola. Logico, direte voi, è la ministra dell’istruzione… e beh, ma io non mi riferivo a quello. Stavo pensando, che tutti abbiamo avuto quel compagno o compagna di classe di basso profilo di cui, ingiustamente incuranti, non abbiamo approfondito più di tanto la conoscenza ma che da subito, da bravi stronzi come tutti siamo stati in tempi scolastici, abbiamo bollato come “limitato” o “aspirante secchione”, ovvero personaggio che ha il physique du rôle per essere secchione ma privo del necessario know-how. Tali personaggi normalmente superano i cinque anni con varie materie a settembre, a colpi di mazzette a docenti da ripetizioni e sempre col fiato sul collo dei genitori che ne sbandierano pubblicamente la timidezza. È anche molto alta la percentuale di sparizioni improvvise di questo tipo di personaggi che vengono generalmente convogliati in istituti dal diploma facile o dove (sentito con le mie orecchie) “ci studiano persone perbene e con i soldi”. Alla fine, insomma, a forza di imparare a memoria la pappardella del libro -e non importa se il titolo del libro è, putacaso, “Storia d’Italia ragionata” perché di tale “ragionata” nell’esposizione orale non vi è  traccia, resta solo la storia, poverina, ricostruita da un patchwork di fogliettini della speranza, degli ex-voto volti al raggiungimento del pezzo di carta ufficiale. Noi, ex compagni di classe stronzi, dopo il diploma abbiamo collezionato nel nostro intimo le nostre belle cappelle maggiori, accompagnate da varie porte in faccia e nel nostro cammino siamo stati ripagati anche da belle paia di scarpe che i colleghi premurosi ci hanno recapitato per renderci più agevole il cammino verso altri liti. Superate le traversie varie siamo giunti a essere quello che siamo, dei mediocri forse, va bene, ma tutta farina del nostro sacco.  I nostri secchioni would-be invece possono intraprendere cammini di vario tipo: o prendono un calcio in culo dai vetusti genitori per essere catapultati in qualche posizione stabile e ben protetta, con l’avallo dell’amico di famiglia, o hanno una subitanea illuminazione sulla via di damasco e qui, come sperimentiamo attualmente, ci scappa il morto. Quanti sacrifici deve aver fatto la Gelma, quanti rospi ingoiati… ma oggi troneggia e rivolge a noi il suo sguardo misericordioso elargendo, munifica, perle di saggezza “epocali”. Rechiamoci dunque compunti alla veglia della defunta Cultura, alla sepoltura della Santa Intuizione e alla messa in commemorazione dell’Istruzione, morta da anni ormai ma indimenticata dagli ultimi che ne hanno fatto la conoscenza (sempre più radi oramai, come i ragazzi del ’99). (n.z.b.)

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4 commenti

  1. bene, muy complicada la inscripcion para aquellos animalitos de dios que no entienden un pomo de ingles!!! la verdad es que no se si me inscribi al blog, de todos modos lo marco en las estrellas y cada tanto me pasare a ver lo que publicas….aunque no estoy al tanto de la realidad italiana, como siempre sorprendente tu escritura! besos.
    gabriel

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    1. Gracias!!! Pero ya que está escrito en italiano, tu que tienes ciudadanía lo vas a entender seguro! Gracias por inscribirte.
      Se trata de una Ministra de Educación, Maristella Gelmini de Italia que se mandó una mundial: dijo que Italia estaba orgullosa por los avances científicos del CERN de Ginebra, también porque había cooperado con la construcción de un tunnel que desde Abruzzo llega directamente a Ginebra (700 km bajo tierra!!). Lastima que dicho tunnel no existe!
      Esta solo es una de las tantas que cada tanto dispara… Pobre Italia!
      A la ministra le he puesto “Gelma” (a ver si un día se encuentra con Louise!). Besos!

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  2. Sotto un certo punto di vista è l’applicazione pratica del sogno americano:”ognuno ce la può fare”, sebbene quando penso a questo mi torna in mente una vecchia striscia del grande Quino, dove la maestra scrive alla mamma di Manolito “non è che suo figlio non si applichi, è che proprio non ci arriva . . . “. Ma il “non arrivarci” pare oggi una competenza necessaria per fare carriera, forse perchè tranquillizza tutti che non serve fare la fatica di avere una morale e, addirittura, un’etica.

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