In Cold Blood (l’aftermath del Partito dell’Amore)

Nonostante l’illustre opinione delle scosciate scienziate sanremesi, al secolo Canalis & Rodriguez, critiche sulle manifestazioni di domenica, certi “principi” non sono già noti, né applicati ed è per questo che ogni volta dobbiamo ricominciare da zero. Ad azzerare la clessidra contribuiscono in gran parte proprio loro che, prive di ogni ironia, si dissociano ammiccanti da qualsiasi forma di protesta a loro avviso “femminista“; il sottotesto delle loro dichiarazioni è più o meno: “Non preoccupatevi, cari uomini, siamo fighe ma non stupide, non vi tradiremo mai indossando tailleur di taglio maschile o peggio ancora, le toghe.

Siamo donne di successo/lo dimostra il fatto che per fidanzato non abbiamo un fesso“.

A dar manforte alle moine ci si mette anche la valanga di opinioni pro e contro sanremo, pro e contro manifestazioni, i distinguo sugli slogan antiquati, i dubbi seminati anche da chi di destra non è ma non può resistere al vizietto del fuoco amico.

E poi si fece il 15 febbraio 2011 e dopo lunghissime doglie viene partorita la convocazione al processo con rito immediato. Investita dal parossismo di titoloni e faccioni del premier intento in espressioni intepretabili come smorfie di disgusto, ma forse più prosaicamente colto nello sbadiglio post-prandiale, penso che sia giunto il momento di tirare il freno a mano e guardarci attorno un attimo. Lasciamo la parola ai giudici e tacciamo un po’ o meglio isoliamoci  dalla ventata di titoloni, congeliamo il sangue e passiamo oltre. Abbiamo davanti ancora tanti giorni bui in cui toccherà difendersi da cazzate propinate a raffica. Ma questo è il meno… C’è una dura ricostruzione da fare (e non mi riferisco ai ritocchi al silicone o al dente mancante dalle fauste fauci del suddetto).

La cazzata ouverture odierna è: “Berlusconi verrà processato da tre donne“. Un applauso agli strateghi la cui maieutica apre la strada alle future tuonate del premier che non abbiamo proprio voglia di ascoltare (ma la faccenda Rosy Bindi non insegna? L’insurrezione verbale di Gad Lerner è passata invano?).

Se si potesse fare uno skip intro e scavalcare questi due mesi di attacchi e controattacchi, risvegliandosi verso Pasqua con l’infantile aspettativa di cosa ci sarà dentro l’uovo di Pasqua,  credo che moltissimi italiani cliccherebbero senza esitare sull’opzione. Non sarà possibile purtroppo. Quindi sangue freddo, soprattutto quando una velina sale in cattedra

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